Nella Londra vittoriana dove il sesso debole ha il ruolo di ornamento, frivola compagnia e tanto gossip, la sua propensione all’arte forense è un’attitudine del tutto inappropriata, da mantenere segreta. Soprattutto se si è figlia di uno dei Lord più influenti della città e si indossa la gonna. Una mente eccelsa e calcolatrice però difficilmente si tiene in gabbia, e Audrey Rose odia le sbarre. All’insaputa di un padre più protettivo del dovuto, la ragazza diletta la sua passione nel laboratorio medico dello zio, dottore forense, principale investigatore sulle vittime di Jack lo squartatore. Su quel tavolo sterile, Audrey guarda le vite di giovani ragazze strappate via dalla furia assassina e combatte i suoi istinti di libertà contraddetti di un animo gentile e devoto alla famiglia. A tenerla costantemente sul chi vive, c’è l’assistente Thomas, affascinante studente di poche ma taglienti parole. Un occhio attento al dettaglio, in grado di dedure anche il meno plausibile, la ragazza ne sarà attratta ed infastidita allo stesso tempo. E noi ne saremo divertiti come non mai. Anche se la nebbia londinese non piace a nessuno, lasciarsi ammaliare da Audrey Rose e Thomas è abbastanza facile, per non dire naturale. Battute taglienti, dialoghi ferrati, un’ironia che è il cavallo di battaglia, faranno cornice ad una storia in cui poliziesco e thriller si mescolano in una miscela adrenalinica. I vicoli di East End rispecchiano la struttura del libro, dove ogni pagina nasconde qualche piccolo indizio al grande mistero. I personaggi poi, sono anche loro tutto un mistero. Thomas è l’irresistibilità in persona: silenzioso quanto basta, giusto il tempo di irritare la protagonista e poi scomparire, lasciando lei e noi senza parole. Della sua storia si sa poco quanto niente, quanto basta per sperare di conoscerlo più a fondo nel libro successivo. Audrey invece, è un libro aperto. Combatte per i suoi diritti, non riesce ad abbassarsi ai livelli di una società retrograda, di cui denuncia proprio la sua arretratezza. Allo stesso tempo però, desidera ardentemente essere accettata per quello che realmente è, e che la rende unica. Ha le sue idee ed è pervasa dal desiderio di urlarle ai quattro venti, di viverle senza alcun segreto. È tuttavia combattuta dalle conseguenze che queste potrebbero avere non tanto sulla sua immagine, quanto su quella del fratello e del padre. I suoi monologhi sono di una dolcezza smisurata. Le cupe atmosfere di Londra; gli assassini efferati del famoso Jake; protagonisti divertenti e sensibili; ambientazioni storiche. Insomma, non si hanno scuse per non iniziare Stalking Jack the Ripper, e non si hanno motivi per non amarlo.