Nel guscio

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3/5;

9.79

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Penne

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Scritto da: Roberto Menegaldo
Tutto OK
Tutto OK
Scritto da: francesca
Un'altra perla dalla penna del geniale McEwan
Ci sono gli scrittori (tanti) e poi ci sono gli scrittori geniali. McEwan rientra tra gli scrittori geniali, secondo me, ovviamente. Una vicenda di amore, morte, tradimenti, ripensamenti, paure e scoperte .. tutto narrato dal punto di vista del nascituro, ancora senza nome, che con lucidità assiste alle vicende pre-nascita che coinvolgono (sconvolgono) la sua futura famiglia, interrogandosi già su quelli che saranno poi i grandi temi della vita. I personaggi sono solo tre, Trudy la madre fedifraga del nascituro, Claude lo zio traditore e John il padre tradito .. intorno a loro ruota tutta la vicenda, di shakespeariana memoria, narrata dal quarto personaggio, il nascituro senza nome. Un libro breve, del quale non si può dire molto di più senza incorrere in terribili spoiler. Vale la pena leggerlo, lo stile di McEwan è inconfondibile, ammiccante e coinvolgente. Una prosa perfetta e anche ben tradotta. Una perla, come solo McEwan può regalarci.
Scritto da: Patrizia Melgari
Sempre interessante, anche se....
Trovo sempre molto interessante leggere McEwan.La sua scrittura è estremamente elegante e raffinata. "Nel guscio" ha un impianto narrativo del tutto originale, anche se a volte le riflessioni del nascituro sono eccessivamente cerebrali, in contrasto con osservazioni sul mondo esterno, che risultano essere invece piuttosto banali e scontate.Ma le ultime pagine sul momento della nascita, beh....valgono tutto il libro!
Scritto da: Tiziano Cornegliani
Semplicemente magnifico.
Il libro è magnifico, direi che ha addirittura qualcosa a che fare con la genialità. D'altronde, non sono io a dirlo: «Risuona in queste frasi l'autentica nota aurea del genio», ha scritto Ron Charles, del Washington Post. Nasce da un'idea molto originale: l'io narrante è un feto cui mancano poche settimane a nascere e dall'utero materno ascolta e osserva tutto ciò che gli sta attorno. A partire dalla madre, che tradisce il padre con il fratello di lui e che insieme architettano di ucciderlo per accaparrarsi la ricca eredità (una casa-castello in rovina ma di grande valore, otto milioni di euro, per intenderci). Il rimando all'Amleto di Shakespeare è immediato. Persino nel nome dello zio, Claude (Claudio), e della madre, Trudy (Gertrude). La scrittura, poi, è semplicemente superba («il diletto assoluto delle acrobazie di cui sono capaci le parole», ha scritto il New York Times). Quel tipo di scrittura davanti cui inchinarsi anche se con la conseguenza che, se mai avessi un desiderio di metterti a scrivere, beh ti passa subito perché quando c'è qualcuno che scrive così cosa potrai mai aggiungere tu? Una scrittura cesellata, perfetta, frutto sicuramente di un enorme lavoro. Talmente perfetta che rischia di sconfinare nel virtuosismo o addirittura che non riesci sempre a seguirla; ne cogli la bellezza assoluta ma talora ti sfugge qualcosa, un riferimento, un rimando, un'allusione, un sottinteso. Ecco, se c'è un limite in questo libro è questo. Ma è uno di quei limiti che tutte le cose grandiose comportano. Magnifico, semplicemente magnifico. Da aggiungere che la traduzione non è da meno. Questo è uno di quei libri che a leggerlo non nella lingua originale non ci perdi nulla. Anzi, credo che la traduttrice si sia superata in bravura e ricerca linguistica/lessicale.
Scritto da: pulsatilla
il monfo visto da un feto
L'autore non delude mai. In questo libro l'originalità sta nel far vedere il mondo esterno dal punto di vista di un feto. La sua preoccupazione per quel che avverte del mondo esterno e il modo per cercare nel suo piccolo di aggiustare un po' le cose. Si legge con un sorriso ma anche con molta ansia e l'autore è a volte un po' troppo compiaciuto e presente nell'esagerare sulla lungimiranza del piccolo feto. Ma è pur sempre un grande scrittore e il libro e consigliato
Scritto da: Cliente Amazon
Unico
Originale, lirico, intenso. Una lunga e profonda riflessione sulla condizione umana che ti tiene incollato fino alla fine col ritmo serrato di un thriller ben congegnato.
Scritto da: Federico
Idea un po' da parac....li
Il libro secondo non è scritto particolarmente bene e la storia non è niente di speciale, diventato famoso e conosciuto perchè si è avuto l'idea (geniale) di scriverlo con un bimbo in pancia come narratore/protagonista
Scritto da: Cliente Amazon
Piacevole e interessante
Trama interessante con cenni shakespeariani. Lettura molto scorrevole. Originale la prospettiva del protagonista e la sua visione del mondo già prima di averlo visto.
Scritto da: Pierpaolo Di Salvo
Buono
Un buon libro, scritto bene - piú “introspettivo” alla delitto e castigo che incentrato sullo sviluppo della trama che é molto classica. L’originalitá viene dal racconto ‘dal feto’, ma non abbastanza da rendere il romanzo (corto) degno di essere ricordato. Lo stile di scrittura non é certo banale (quindi apprezzabile) ma spesso sconfina nel cercare con insistenza l’originalitá della frase o l’impatto dell’espressione - troppo.

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